Foto escursione Malga Cazzorga

Per anni ho vissuto una sorta di automatismo quando, imboccata l'Autostrada del Brennero, arrivavo all'uscita Egna-Ora: superato il casello, al primo rondò, mi dirigevo a sinistra, imboccavo l'indicazione CANAZEI e via verso la Val di Fassa!
Così per diverse... e appaganti... vacanze.
Diversi anni fa ho scoperto che, giunto a quel rondò, potevo anche girare a destra e raggiungere una terra popolata non selvaggia, una terra rigogliosa di vini, piena di alpeggi che facevano da spalla alla Val di Non e dove un trenino a cremagliera partiva da Caldaro e portava sù sù fino al Passo della Mendola, con un'impennata che lasciava senza fiato.
Sempre in quelle antiche vacanze con gli occhi puntati solo verso CANAZEI, una volta giunto in Val di Fiemme sapevo che lì nascevano i miei scarponi La Sportiva e che partiva la Marcialonga, la famosa gara di sci di fondo: altro non c'era da sapere... se non che la funivia del Cermis era vittima di un fato diabolico.
C'è molto da scoprire se non si va sempre nella stessa direzione: Val Cadino, un luogo incantato nella sua versione invernale.
La Val Cadino nasce in Val di Fiemme, Castello-Molina di Fiemme, e s'insinua sù assieme alla strada che sale al passo Manghen... non essendo ciclista nè motociclista non l'avevo mai percorsa.
La valle sale costante, attraversa i boschi rigogliosi... ahimè ancora straziati dal passaggio dalla Tempesta Vaia nel 2018... a via via porta al cospetto dei monti della catena del Lagorai, quei monti quieti, tipicamente trentini fatti di alpeggi ampi, casere graziose e silenzi.
Tanti silenzi.





Cosa non si fa per fotografare un fiore!


Il nostro concittadino Giuseppe Castellani avrebbe apprezzato questi colori, a lui così cari.








Finalmente la strada forestale termina e l'ampio alpeggio si mostra, imbiancato e maestoso.
Attraversarlo non è semplice.
Il manto nevoso è profondo, ghiacciato ma che mal sopporta la giornata di sole. Le tracce degli sci d'alpinismo ingannano, creando aspettative di solidità: non ci sono pericoli, ma la realtà non è come la si vede. Camminiamo leggeri il più possibile, i ramponcini danno stabilità sui tratti ghiacciati, ma nulla possono dove la neve è soffice. Si cammina, si ondeggia, un pò si affonda, ci si tira sù, si inciampa e si devia verso una parte apparentemente più solida... dove si affonda e tutto ricomincia.
Ho da poco terminato l'ultimo volume della serie Dune: la nostra andatura mi ricorda quella tenuta dai Fremen mentre attraversavano il deserto per ingannare il Verme, l'incredibile Verme che abita sotto le sabbie del deserto. Camminando senza un moto prevedibile, creando rumori casuali, riuscivano ad ingannarlo muovendosi indisturbati, sfuggendo alla sua voracità.
Questo deserto bianco è affascinante, per me, quanto quel deserto.






La malga è chiusa in questa stagione e dopo una breve sosta saliamo alla ricerca del Lago delle Stellune, un piccolo laghetto naturale sotto l'omonima cima.
Stellune... un nome davvero romantico: varrebbe la pena soggiornare in estate, se possibile, alla malga e raggiungerlo per vedere lo spettacolo delle stelle cadenti dalle sue sponde turchesi... ovviamente in compagnia di chi è vicino al nostro cuore.


Il lago non è proprio nei pressi della malga, che non nomino dopo l'immagine poetica che ho descritto, e quindi ripartiamo.
Il Lagorai è così: cresce passo dopo passo, mostra lentamente il granito che lo contraddistingue, l'asprezza addolcita dai boschi.





Alla fine lo raggiungiamo: com'era prevedibile è un'idea all'incirca circolare disegnata nell'immacolata neve e in quell'immacolata neve abbiamo lasciato le nostre impronte. 
Varrebbe la pena di proseguire verso la Forcella Valsorda o la Forcella Montalon per entrare più nel profondo del Lagorai... ma non questa volta.
Abbiamo avuto il privilegio di una giornata di sole, abbiamo attraversato una valle solitaria e l'abbiamo vissuta appieno con rispetto.
Ci sarà l'estate in cui faremo altro in questa valle e sarà un nuovo ricordo che s'aggiungerà a quanto vissuto oggi, ma oggi è stato davvero speciale.

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